Il pragmatismo della magia in Africa

Un antropologo arrivò in Africa. Venne ospitato presso una tribù, i !Kung (boscimani), in un periodo di incredibile siccità. I pascoli erano magri e il gruppo doveva effettuare continui spostamenti. Così gli anziani, che in Africa possiedono il potere rituale, decisero di ballare il giorno successivo, una sorta di danza magica, per chiedere alla dea del cielo di bagnare il dio della terra.
L’antropologo si presentò il giorno successivo nel centro del villaggio, munito di ninnoli rituali, per presenziare a uno spettacolo unico, una vera, troglodita, danza della pioggia. Ma, con tutta meraviglia, nel centro del villaggio non c’era nessuno. Erano tutti dediti alle loro attività e solo qualche anziano sonnecchiante stata seduto nel luogo di ritrovo.
L’antropologo chiese a un anziano perché non ci fosse il rito programmato. Il vecchio guardò gli altri e tutti risero. Poi indicò il cielo sereno e assolato e disse con indulgenza allo straniero: “Da voi, in Europa, piove forse con il Sole? Il rito ci sarà domani, ma soltanto se il cielo sarà abbastanza nuvoloso”.

(Fonte: Jacopo Fo e Laura Malucelli, Schiave Ribelli, Ed. Nuovi Mondi Media)