Intervista a Felix Mambucho

Giugno 2015: Alessandra Vanzi scrive per Il Manifesto un bellissimo reportage sul Mozambico dal titolo “Mozambico è un sogno verde” in cui, tra l’altro, intervista il nostro Felix Mambucho.

Vi riportiamo qui un estratto dell’intervista, dove si parla di teatro.

INTERVISTA A FELIX MAMBUCHO

Incontriamo Felix Mambucho, giovane attore e regista membro fondatore dell’Associazione culturale Luarte: «Il mio nome Felix Mambucho è un nome d’arte, come tutti i giovani sognatori volevo fare molte cose attore, drammaturgo, regista poi mi sono concentrato soprattutto sulla regia. Ho un progetto teatrale che si chiama «dez fogos» (gioco di parole tra sfocato e 10 fuochi) in cui prendiamo, ad esempio, 10 tematiche che dovrebbero essere importanti per i giovani, per loro prioritarie, e vedere come invece si sfocano su altre cose».

Ci sono finanziamenti pubblici per la cultura?
C’è un fondo per le arti e la cultura ma è molto scarso e deve rispondere a molte richieste, per tutte le discipline, inoltre ci sono alcuni centri culturali stranieri che finanziano (non gli italiani, non hanno fondi)

Similitudini col teatro contemporaneo europeo o americano, se ce ne sono?
Prima lavoravamo molto sull’improvvisazione corporea, sul movimento, ultimamente abbiamo cominciato a scrivere dei testi… dei canovacci… c’è questo dibattito tra fare un teatro «africano» o «internazionale» … qui i registi lavorano molto sul teatro nudo …abbiamo fatto teatro dell’oppresso, è una tecnica brasiliana: si fa un piccolo spettacolo breve che mostra un problema della comunità, generalmente un conflitto, poi a un certo punto si blocca tutto e si invita qualcuno degli spettatori a proporre una soluzione al conflitto «a mostrarla teatralmente».

Una specie di psicodramma?
Si, ma su problemi concreti …

Gli attori qui sono considerati professionisti?
Qui non c’è professionalità riconosciuta, è tutto molto disorganizzato, adesso c’è un corso di scuola superiore che rilascia un diploma in cui c’è scritto attore, che poi qui non significa nulla, perché nessuno ci vive… qui il teatro è il modo più facile per chiedere soldi per le ONG: dicono che si tratta di teatro d’informazione sociale, è un fenomeno molto diffuso, fanno piccole cose amatoriali, e questo non è sempre un bene per noi che cerchiamo un’altra qualità…

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