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LA MALATTIA E I RITI DI CURA

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I Macua – LA MALATTIA E I RITI DI CURA

Rubrica a cura dell’antropologa Timi GASPARI

I Macua vivono la malattia come una rottura/alterazione del ritmo normale della vita e, prima di tutto, si chiedono il perché di questa rottura. La malattia è vissuta in un clima di marginalità e margine, perché pone l’individuo al di fuori della vita sociale. Il processo di malattia e cura è vissuto in un clima simbolico che deve essere ritualizzato nei modi e momenti appropriati. I riti di cura servono per ristabilire il ritmo vitale e l’armonia che la malattia minaccia. La malattia non è soltanto un problema fisico che tocca appena la parte superficiale dell’uomo, bensì tutta la persona nel suo essere, nella sua individualità e nella sua relazione con gli altri. Per via di questa visione, la malattia non è vista come un qualcosa di individuale: è qualcosa che colpisce tutta la sua società, dato che alcune delle relazioni che la compongono sono compromesse dall’assenza di uno dei suoi membri.

 

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Per ristabilire la sua salute, il malato ricorre alle entità fondamentali del suo mondo: dio, gli antenati, la sua famiglia, la società. Farà uso sia di elementi profani (alimentazione e igiene), sia di elementi mistici (riti, proibizioni, tradizioni e prescrizioni) che comunitari (la famiglia e la società). Con l’appoggio di questi non si sentirà solo e abbandonato nella sofferenza.

La disgrazia, sinonimo di malattia in Macua, è vista come qualcosa che ti piomba addosso impetuosamente, come un’aggressione; arriva dalla selva, dove tutto è oscuro, dal regno di coloro che praticano il male, lo spazio delle tenebre. La malattia si nasconde come gli animali feroci nell’erba e resta in attesa di qualcuno da aggredire.

La malattia ha sempre una causa, che deve essere scoperta per poter essere trattata. Si procede quindi a un’indagine, in due direzioni:
– sul malato (alimentazione scorretta, scarsa igiene, inottemperanza dei propri doveri, trasgressione di leggi e norme);
– e su altre persone (interventi mistici e punitivi degli antenati, azione funesta di un agente malvagio dotato di poteri straordinari, invidie, gelosie e vendette di altri individui).

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Per questo motivo tutte le malattie sono viste come il risultato di una colpa, ed è necessario individuare questa colpa per poter trattare la malattia, e il malato da solo non è in grado di scoprire questa causa occulta. E’ importante che durante tutto questo processo il malato non si perda d’animo e che affronti la sua situazione con serenità, come se si trattasse di una prova da superare.

Si sono proposte varie classificazioni delle malattie secondo le tradizioni africane e, più specificatamente Macua; una efficace le suddivide semplicemente in:

– malattie originate da cause conosciute: per questi casi non è necessario consultare gli specialisti perché il malato stesso riesce ad individuare le cause e, al massimo, chiede aiuto al medico (il “curandeiro”);
– malattie originate  da  cause  sconosciute:  in  questo  caso  bisogna  ricorrere  allo specialista, l’investigatore, il quale pone il malato in contatto col mondo occulto.

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Esistono vari specialisti a cui rivolgersi in caso di malattia, cosa che dipende dal tipo, origine e gravità di una determinata malattia. Gli specialisti sono persone con molte conoscenze sulla natura, gli animali e le cose. Oltre a godere di autorità perché la comunità gliela concede, possiedono una scienza realmente acquisita con uno sforzo proprio. In genere conducono una vita leggermente ascetica.

Ecco alcuni specialisti secondo la terminologia dei Macua lomwé del Niassa (sicuramente a Palma usano nomi diversi, ma la sostanza dovrebbe essere la stessa):
– Nahako: individuo incaricato di scoprire ciò che resta occulto ponendo domande al malato; è aiutato dagli antenati. Da lui non ci va il malato personalmente, bensì lo zio materno, il quale spiega i sintomi al Nahako.
– Mukhulukano: riceve la diagnosi fatta dal Nahako e sceglie il tipo di medicamento adeguato; lo prepara in forma di pillola, sciroppo o unguento. Oltre alla medicina, stabilisce alcune prescrizioni e proibizioni che il malato dovrà osservare. Può capitare che la stessa persona svolga le funzioni sia di Nahako che di Mukhulukano.
– Namuku: offre sacrifici tradizionali (farina) in favore del malato e tratta tutta la sequenza dei riti necessari indicati dal Nahako.
– Mukhwiri: una persona con poteri soprannaturali che può causare il male (in portoghese tradotto “fetiçeiro”, colui che lancia le maledizioni);

Il Mukhwiri è estremamente temuto per i poteri straordinari che ha e che può usare contro gli individui e perfino contro la società tutta. Normalmente le persone accusate di essere dei fetiçeiros sono persone anziane (soprattutto donne) che vivono da sole, al margine della vita sociale, ma può anche trattarsi di persone comuni. Essere accusati di fetiçaria è molto grave: si incorre in reprimende per i casi più leggeri, multe, prigione, ma anche nell’espulsione dalla comunità o in veri e propri linciaggi.

Il processo di cura è composto da: scoperta della causa, assunzione di medicine, bagni purificatori, pasti familiari, sacrifici tradizionali. I medicinali in nessun caso possono essere conservati se non se ne è fatto uso completo: in caso qualcosa avanzi, deve essere eliminato. Lo stesso specialista non prepara in anticipo nessun medicinale, bensì lo confeziona sul momento.

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