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RITI DI PASSAGGIO - I riti di iniziazione dei giovani

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I Macua – RITI DI PASSAGGIO: L’iniziazione dei giovani

Rubrica a cura dell’antropologa Timi GASPARI

Nascendo, il bambino Macua tuttavia non è ancora completamente integrato nella società. La sua nascita sociale vera e propria avviene prendendo parte ai riti di iniziazione. I bambini non iniziati sono di fatto considerati persone incomplete, un po’ degli animaletti, e difatti in caso di morte di un non iniziato anche i riti funebri saranno ridotti (un po’ come succedeva in passato coi bambini non battezzati).

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Sia i maschi che le femmine devono partecipare ai riti di iniziazione, che possiamo considerare come vere e proprie nascite sociali, ed è solo dopo questa iniziazione che potranno partecipare ai momenti importanti della vita collettiva, quali le cerimonie, i funerali e le riunioni di villaggio. I marchi lasciati sul corpo degli iniziati durante il rito (circoncisione, tatuaggi, puntura del clitoride) saranno i segni/segnali fisici della trasformazione operata nella personalità e nello status dell’individuo.

I riti di iniziazione dei maschi avvengono normalmente durante i mesi invernali (luglio, agosto, settembre), quando non è richiesto molto impegno nei campi, e quando le famiglie hanno ancora scorte alimentari nel granaio e soldi dal ricavato del raccolto; i riti infatti richiedono molti soldi, sia per pagare gli specialisti del rito che per le feste e cerimonie connesse. Per questo motivo normalmente si compie il rito quando si riesce a riunire nel villaggio almeno una decina di bambini tra gli otto e i dodici anni, e tutti i familiari degli iniziandi contribuiscono alle spese. Il rito vero e proprio avviene in un piccolo campo costruito apposta per l’occasione a una certa distanza dal villaggio. Durante il rito, che dura circa un mese, gli iniziandi non possono avere nessun tipo di contatto con persone esterne al rito e, perfino in caso di morte di uno degli iniziandi, i genitori ne sono informati solo a rito concluso.macua8_contesto

All’inizio della fase preliminare si compiono sacrifici tradizionali agli antenati versando farina e bibite alcoliche ai piedi dell’albero sacro della famiglia o della comunità, si compie un pasto comunitario nella capanna del capo villaggio e tutti i partecipanti si portano un tizzone ardente del focolare del capo per accendere il fuoco di casa propria. A questo proposito posso raccontare un aneddoto: in un villaggio in cui ho lavorato nel distretto di Pemba l’anziano del villaggio effettuava i suoi sacrifici ai piedi di un albero dalla corteccia completamente bianca. Lui desiderava moltissimo che si tornasse al benessere che si viveva durante il colonialismo, quando una grande piantagione dava lavoro a tutto il villaggio. Passò moltissimi anni a compiere sacrifici perché si ricreassero queste condizioni, tanto che la gente scherzava dicendo che l’albero era diventato bianco per via degli innumerevoli sacrifici con farina bianca.

Una volta che gli iniziandi hanno marciato fino al loro campo devono fare una cerimonia di tre giorni e tre notti in cui alcuni ballerini danzano tutto il tempo con pelli di leopardo (simbolo di autorità e forza) e altre pelli di animali per incutere timore, rispetto e obbedienza nell’animo degli iniziandi, e raccontano storie e leggende di persone, di animali e sulla natura in generale. Finita questa fase vi è una serie di prove di forza, come non vomitare una bibita che provoca conati, o essere circoncisi. Per la circoncisione ogni iniziando ha un padrino che lo accompagna e lo aiuta.

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Durante la fase preliminare vengono cantati insulti e ingiurie agli iniziandi per renderli umili e spronarli a correggersi e fortificarsi. Si trasmettono loro insegnamenti fondamentali: il sapere popolare riguardo la vita e le sue fasi principali, la tradizione della comunità, storia della comunità, leggende e personaggi mitici, le leggi, norme e procedure della società, i loro diritti e i loro doveri. Si usa un linguaggio recitativo di acclamazioni e ripetizioni, attraverso declamazioni e rappresentazioni quasi teatrali, quindi si usa molto il corpo come strumento di sapere e di apprendimento. Per insegnare si usano molto anche gli enigmi, gli indovinelli, col supporto di musiche e mimica: l’istruttore principale dà il ritmo alla musica, i ballerini danzano, l’istruttore canta la prima parte dell’indovinello e gli altri istruttori cantano la soluzione, mentre gli iniziandi accompagnano il ritmo battendo le mani. Oltre agli insegnamenti teorici ci sono anche quelli pratici: si insegna loro a cacciare, a costruire oggetti e case, a seppellire i morti. Durante il rito ai ragazzi vengono costantemente malamente tagliati i capelli, devono essere il più silenziosi possibile e evitare alcuni tipi di cibi.

Gli iniziandi devono superare alcune prove di forza come il tiro della lancia, saper cacciare, compiere un bagno purificatore nel fiume, etc.

Fino al ritorno degli iniziandi anche i genitori devono seguire varie prescrizioni, quali non lavarsi, non vestirsi bene, non pettinarsi, non avere relazioni sessuali.

Alla fine del rito gli iniziati ricevono un altro nome che indica sia uno stato (dimensione essenziale) sia una missione (dimensione funzionale). Esempi: Pazienza, Colui che nega, Ragione, In Dio, Testimone, Hai visto la mia sofferenza, Il figlio dello spirito, Vigile, Il salvatore, Il padrone del fulmine, Furono scritte, Il padrone del sole, Mangione.

Infine si ha la fase di reintegrazione, in cui l’accampamento è distrutto e bruciato, e in cui gli iniziati compiono un bagno purificatore e tornano al villaggio mostrando le abilità acquisite. Alla fine si fa un pasto comunitario a cui partecipano tutti i familiari e gli amici, creando una festa che dura una giornata intera.

 

I MACUA – RITI DI PASSAGGIO: I riti di iniziazione delle giovani

(CONTINUA… )