MACUA - DATI STORICI

Continua a leggere...

ATTIVITA' ECONOMICHE

Continua a leggere...

SOCIETÀ E INDIVIDUO

Continua a leggere...

STRUTTURA SOCIALE

Continua a leggere...

VITA E COSMOVISIONE

Continua a leggere...

RITI DI PASSAGGIO - La nascita

Continua a leggere...

RITI DI PASSAGGIO - I riti di iniziazione dei giovani

Continua a leggere...

RITI DI PASSAGGIO - I riti di iniziazione delle giovani

Continua a leggere...

RITI DI PASSAGGIO – Matrimonio, Relazioni sessuali, Divorzio

Continua a leggere...

LA MALATTIA E I RITI DI CURA

Continua a leggere...

I Macua – Struttura sociale

Rubrica a cura dell’antropologa Timi GASPARI

Questa parte è un po’ complessa, ma necessaria per comprendere le basi della società Macua.

La società Macua è costituita da unità familiari composte da gruppi di parenti matrilineari, uxorilocali e esogamici. I lignaggi, o segmenti clanici, sono la base della struttura sociale. Nelle pagine che seguono spiego meglio questi concetti.

contesto

Non sto dicendo che lo zio interviene tutto il tempo nelle decisioni di casa; nella quotidianità della coppia, in casa, chi comanda è il padre, ma quando si tratta di prendere decisioni importanti per la famiglia (il tipo di coltura da coltivare, quando fare i riti di iniziazione dei figli, dirimere controversie, ecc.) è il fratello più vecchio della moglie ad avere voce in capitolo. I figli obbediscono al padre, ma non gli appartengono, non appartengono alla famiglia del padre, loro appartengono alla famiglia della madre, quindi quando vogliono ad esempio sposarsi devono consultare lo zio.

Per il mondo occidentale può essere un po’ complicato assorbire questo concetto di matrilinearità e avuncolato (zio che comanda)… bisognerebbe vivere insieme per capire fino in fondo!

IMG_2643

Si diceva che i Macua sono matrilineari e uxorilocali. Uxorilocale significa che, una volta sposati, la coppia va a vivere in casa della donna e non dell’uomo. Anche questo fatto ha importanti conseguenze: sarà anche vero che le donne non comandano in questo sistema, ma il fatto che tutti i beni, terreni e abitazioni posseduti dalla coppia siano beni della donna o comunque della famiglia della donna fa una bella differenza sul peso che questa può esercitare all’interno della coppia. Non è l’uomo a fornire i mezzi di sostentamento della famiglia, bensì la famiglia della sposa. Quindi i Macua non sono matriarcali perché comunque gli uomini comandano, ma le donne hanno più peso e rilevanza che nelle società prettamente patrilineari e virilocali, come ad esempio nel sud del Mozambico, dove sono totalmente succubi e sottomesse. Al nord invece si fanno sentire, eccome, pur essendo gli uomini ad avere l’ultima parola!

I Macua sono esogami, il che vuol dire che non possono sposare membri del loro stesso lignaggio (che è l’insieme di famiglie discendenti da un antenato comune e portatrici quindi dello stesso cognome). Al momento del corteggiamento le rispettive famiglie effettuano attente analisi e verifiche per accertarsi di non avere antenati comuni (sempre nella linea materna, quella che conta); qualora esistano legami famigliari, per quanto antichi, i due ragazzi non si possono sposare.

La società è organizzata in lignaggi, ovvero varie famiglie con un antenato comune. Quindi le sorelle e rispettivi mariti vivono non lontani dalla madre di queste sorelle (e suo marito), non lontano dalle sorelle della madre, e dalla nonna materna e le sorelle della nonna, ma anche da cugine dal lato materno. Insomma coppie in cui le donne hanno dei legami di parentela per il lato materno.

macuaAllora la famiglia di una donna sposata (suo marito e i suoi figli) e le famiglie delle sue sorelle sono dirette/comandate dal loro fratello più anziano. Immaginiamo che questa donna abbia 1) tre cugine e due cugini da una zia materna e 2) due cugine e un cugino da un’altra zia materna: le prime tre cugine saranno responsabilità del loro fratello più anziano, e le due cugine, figlie dell’altra zia, saranno comandate dal loro unico fratello. Quindi diciamo che abbiamo qui tre gruppi famigliari con un’ascendente comune (la nonna), ognuno capeggiato da un fratello delle donne: l’insieme di questi fratelli, più tutti gli altri uomini della famiglia responsabili per le loro sorelle, formano il gruppo degli anziani di famiglia; il decano di questi è il capolignaggio. I vari capi lignaggio si riuniscono in un consiglio capeggiato da un capo di livello superiore, che è il leader di villaggio.

Parallelamente al capo villaggio esiste la “regina”, la quale non ha autorità diretta ma che è obbligatorio consultare qualora si debbano prendere decisioni importanti per la comunità. Questa donna è normalmente la sorella più vecchia del capo villaggio, rappresenta il “ventre” del villaggio e garantisce la trasmissione e osservanza della tradizione; non lasciandosi mai coinvolgere direttamente nei conflitti e dagli intrighi, è lei l’elemento che garantisce la continuità in tempi di crisi. Lei è un intermediario importantissimo tra il passato ed il futuro, è il consigliere più importante del capo, ha a sua volta un consiglio di donne formato dalle anziane del villaggio e dalle consigliere, le quali sono anche coloro che officiano i riti di passaggio. E’ rispettata e seguita da tutti i membri della comunità.

Il capo villaggio amministra la giustizia presiedendo ai “processi” e decidendo le punizioni, prende decisioni economiche e sociali che riguardano tutta la comunità (ad esempio se si deve cambiare area di coltivazione), e presiede ai riti e cerimonie della comunità.

In ogni villaggio esiste un lignaggio “reale”, ed è da questo lignaggio che vengono i capi villaggio e le rispettive sorelle regine; normalmente si tratta del lignaggio il cui antenato ha fondato il villaggio. Quando un capo muore, il candidato più probabile a succedergli è il figlio della sua sorella più vecchia (che in molti casi è la regina), obbedendo alla regola della trasmissione di funzioni e beni lungo la linea materna. Il figlio del capo in nessun caso può essere eletto capo. Il nuovo capo villaggio deve essere comunque eletto dal consiglio dei capi lignaggio, dopo che questi hanno udito l’opinione della regina e dei consiglieri, degli anziani e delle persone importanti del villaggio. Il voto è segreto.

Nei riti di investitura del nuovo capo, che non descrivo nel dettaglio, ad un certo punto l’eletto deve subire un vaglio accurato e impietoso da parte del consiglio, i quali tirano fuori tutti i suoi difetti e debolezze, e tutti gli errori e comportamenti errati avuti in passato. Lo criticano pesantemente su tutto ciò, insultandolo e umiliandolo, con lo scopo di incentivarlo a correggersi e migliorarsi. Questa dell’insulto e dell’umiliazione a fini correttivi è una pratica abbastanza diffusa, che si ritrova anche in altri riti. Se si vede qualcuno insultare un’altra persona si può ritenere che costui in fondo se ne sta interessando e spera che migliori; se qualcuno è profondamente disprezzato e nessuno si interessa a lui, non ci si prende il disturbo di dirgli nulla.

In origine i Macua probabilmente erano monogamici, e soltanto i leader erano poligamici. Attualmente persiste il fatto che soltanto chi è benestante riesce ad avere più di una moglie, e la pratica si è un po’ rafforzata per via dell’ingresso dell’islamismo nelle popolazioni costiere.

I MACUA – VITA E COSMOVISIONE

(CONTINUA… )

macua-3-ilteatrofabene